venerdì 23 giugno 2017

Soul Stones Bracelets

Un titolo un po' altisonante, ma semplicemente quello che meglio di tutti poteva descrivere questi bracciali chan luu.


E' cominciato tutto dal bracciale in angelite realizzato per il compleanno di una cara amica; non un semplice braccialetto. 



Volevo infatti che ogni particolare fosse pensato e dedicato a lei, dal tipo di pietra al colore, all'abbinamento con il laccio in cuoio, alle perline metalliche ed anche alla bellissima perla in metallo intarsiato scelta per la chiusura.

Da allora ho perfezionato lo spazio che ogni elemento doveva avere, decidendo di passare da due a tre giri. Perché, si sa, tre è il numero perfetto!
Ho cominciato ad abbinare con entusiasmo colori ed elementi, facendo particolare attenzione alla pietra scelta, e soprattutto ad intrecciare pazientemente, perché, di sicuro, più di ogni altra cosa, serve molta pazienza per tre giri di perline, cristalli e pietre!

Ogni pietra racchiude in sé un fascino particolare, un'energia; determina reazioni diverse, colpisce più o meno diversamente ognuno di noi non solo in base ai gusti personali, ma per delle affinità che affondano il loro essere nel nostro inconscio.
Da qui il nome, Soul Stones Bracelets; i bracciali con le pietre dell'anima.

Eccone una serie, tutta da indossare!

Turchese africano, mezzi-cristalli ed elementi in bronzo



Agata amber, mezzi-cristalli ed elementi in bronzo



Giada verde petrolio, mezzi-cristalli ed elementi in argento



Turchese, mezzi-cristalli ed elementi in rame



Lapislazzuli, mezzi-cristalli ed elementi in bronzo






mercoledì 14 giugno 2017

"Hathor's stone": un talismano di malachite.

Sebbene sia passato molto tempo da quando ho realizzato questo ciondolo, che ormai si trova insieme a molte altre mie creazioni in Corsica, non ho mai avuto il tempo di parlarne e di dargli la considerazione che merita.
Nonostante abbia già pubblicato numerose foto e post riguardanti altri ciondoli, il primo in cui mi sono cimentata ad onor del vero è stato proprio questo, il ciondolo di Hathor.


Inizialmente è stata a lungo un ciondolo e basta; solo successivamente ho scelto di aggiungere una semplice catena in rame battuto e una chiusura realizzata forgiando un filo di rame, il tutto per mantenere nel complesso una semplicità della collana che servisse a catalizzare l'attenzione unicamente sul ciondolo.
La pietra scelta è un cabochon di malachite, una bellissima pietra dai colori verdi e le tonalità bassissime, che fa parte della famiglia dei carbonati (per la precisione è un idrossido carbonato rameico); quale miglior metallo avrei potuto scegliere per incastonarla, quindi, se non il rame? 
Per impreziosire il tutto, infine, spiccano due gocce di argento 925, anche per smorzare la predominanza del rame in questa creazione.



Ed eccoci alla scelta del nome: "Hathor's stone", la Pietra di Hathor.

La malachite ha moltissime caratteristiche che la rendono una pietra adatta alla protezione dalle energie negative; in cristalloterapia questo minerale aiuta la creatività, favorisce lo sviluppo dell'intuito ed è collegato al cuore, sia da un punto di vista fisico che emotivo.
E' usata da sempre per fare gioielli e ornamenti, tanto che veniva sfruttata già nell'antico Egitto; la malachite serviva anticamente per creare talismani proprio perché da sempre è nota per le sue proprietà di protezione.
Ancora oggi si dice che, indossando una malachite, le entità negative rimangano lontane; dunque, se indossata, questa pietra dal sistema cristallino monoclino crea una sfera di protezione.

Il nome non è stato scelto a caso, in quanto la Malachite è collegata a un gran numero di leggende, soprattutto per il suo legame simbolico con le figure femminili nelle varie mitologie.
In Egitto veniva utilizzata per onorare la dea Hathor, in Europa Freya e in Grecia Afrodite.

Il riferimento a Hathor risulta molto forte. Hathor rappresenta infatti una delle incarnazioni più complete del femminino sacro o principio femminile per quanto riguarda il pantheon degli egizi.
Il suo nome significa "Casa di Horo", riferendosi probabilmente al mito secondo cui Horus, identificato come dio-falco celeste e dio Sole, al termine del proprio viaggio tra i cieli, la sera sarebbe rientrato nella bocca di Hathor per trascorrervi la notte, godere di un sonno ristoratore e riemergere nuovamente nella veste di sole mattutino.


La connessione tra la Dea egizia e l'astro diurno è chiaramente riscontrabile dalla simbologia della sua tipica rappresentazione che prevede sul capo uno splendente disco solare.
Questa connessione si riflette in cristalloterapia anche fra la pietra e i chakra.
Infatti, la malachite è una pietra a base di rame, dunque è collegata all'elemento fuoco: un fatto abbastanza raro nei minerali verdi. Stimola l'energia del chakra del plesso solare ed è proprio per questo che risulta collegata alla volontà e alla trasformazione.




La malachite è una pietra molto comune e si trova in varie parti del mondo. Spesso è rinvenuta con altri minerali, come l'azzurrite, il turchese e la crisocolla. Il suo nome sembra derivi dal greco "malache", ovvero malva, e quindi fa riferimento al colore delle foglie di questo rimedio naturale.
Anche il nome, dunque, suggerisce quella che è considerata la sua funzione predominante, la protezione, e che la rende "il talismano" per eccellenza.






giovedì 4 maggio 2017

Elven charm, fascino elfico

Nonostante fin dalla nascita di questo blog io abbia scritto i miei post in modo più che saltuario, ecco che dopo nemmeno un giorno mi ritrovo di nuovo qui.
Questo perché non potevo non scegliere il giorno del mio compleanno per parlare di un lavoro a cui tengo particolarmente e che ho realizzato per me sulla base di un disegno che ricorreva nella mia mente da anni, anche se, già qualche mese prima di cimentarmi su di essi, lo avevo in parte realizzato, creandone una versione in rame e argento. Sto parlando degli orecchini QAmarant, stavolta completamente in argento 925.
E se i primi orecchini QAmarant avevano un fascino quasi elfico, in questa nuova versione, meno compatta, più allungata e sinuosa e grazie alla totale fattura in argento 925, il richiamo a Lothlorien, alle sue decorazioni e agli usi e costumi degli elfi creati dalla mente di Tolkien, risulta predominante.
Erano nati come un regalo a me stessa, che avrei tenuto volentieri per me, sempre.
Alla fine però qualcun altro se n'é innamorato e a me ha fatto piacere così!
Stasera avrei voluto parlarne, ma preferisco che le immagini parlino da sole; e mentre le osservo, penso che, semplicemente, li amo.






mercoledì 3 maggio 2017

Orecchini "QAmarant"


Come ormai sta succedendo sempre più di frequente, dedicarmi a questo mio amato blog è diventato difficile, forse perché mi faccio assorbire quasi completamente da altro, tanto altro. Il lavoro a scuola, il lavoro a casa, tra martelli e metalli, e poi c'è da aggiornare la pagina Facebook, il profilo Instagram, la piattaforma dello shop, fare le foto alle creazioni, sistemarle al computer... ed ecco che viene meno forse quella che in realtà dovrebbe essere la parte più importante di tutto ciò.
E non mi riferisco solo al fatto di parlare qui, in questo mio piccolo spazio nell'universo del web, delle mie creazioni e di cosa rappresentino per me o di cosa vi sia stato alla base, l'idea da cui hanno preso forma, bensì del trovare il tempo di fermarsi e di soffermarsi sui propri lavori, avere il tempo di gustare quella crescente soddisfazione che, a lavoro finito, spesso ti prende, quella di aver creato qualcosa di bello e unico, godere della forma e dei colori di quel qualcosa che prima non c'era e che poi, dal proprio paziente ed appassionato lavoro, è semplicemente venuto al mondo.
Il tam tam quotidiano spesso impone di privarsi di queste piccole grandi coccole, eppure bisognerebbe sempre potersi fermare anche per esclamare semplicemente "Ce l'ho fatta!".

Forse è questo il motivo per cui oggi ho avuto voglia di parlare di una delle creazioni a cui tengo di più, nonostante sia di parecchi mesi fa (che poi, di questo passo, in ogni post sicuramente parlerò di creazioni che non hanno ricevuto il loro giusto momento di gloria); e alla vigilia del mio compleanno, mi regalo un momento tutto mio per parlare di qualcosa che mi ha dato molto.


Questi orecchini in rame rappresentano una delle mie più grandi conquiste; innanzitutto perché amo la loro forma e il design, dato che in realtà ho sempre sognato degli orecchini fatti così senza però trovare mai qualcosa che mi soddisfacesse pienamente, sia nei negozi sia provando, con altre tecniche e diverse competenze, in passato, a realizzarli da me.
Poi perché il gioco di forme e colori che si crea tra le due bellissime pietre incastonate, che adoro, la labradorite e l'onice nera, la spirale in rame saldata sul corpo dell'orecchino e le sfere decorative in argento 925 regalano a questi orecchini un aspetto semplice e ricercato al tempo stesso.


Quel cabochon in labradorite dai riflessi verdi, poi, da' quel tocco di "elfico" all'aspetto complessivo dell'orecchino che me lo ha fatto amare a tal punto da volergli dare il nome stesso del marchio, perché rispecchia totalmente quelli che sono i miei gusti e il mio modo di creare. Forse il color rame riporta subito l'attenzione dal mondo elfico di Lothlorien alla realtà, ma dato che i miei pensieri rimanevano comunque legati a quelle leggiadre ed eteree creature descritte da Tolkien, successivamente ho provato a realizzarne una versione in argento 925, con alcune modifiche, anche strutturali, che a breve vi mostrerò.


Un' ultima soddisfazione che questi orecchini mi hanno regalato è stata quella di essere i miei primissimi orecchini a perno, in cui, appunto, anziché montare la classica monachella, per quanto bella e decorata possa essere realizzata, ho saldato dei perni in argento 925.
Sinceramente credevo che avrei dovuto farne di strada prima di imparare a saldare i perni come si deve ed invece questa tecnica mi è riuscita subito e da allora tutti gli orecchini a perno che ho realizzato non mi hanno mai delusa.
Volevo che la labradorite si trovasse vicinissima a me, che il corpo dell'orecchino fosse un tutt'uno con il lobo dell'orecchio, senza la separazione data dalla monachella e senza altri fronzoli o decorazioni. Ne sarebbe risultato oltretutto un design più essenziale e raccolto ed effettivamente poi è stato proprio così.

Sembrerà strano, ma questi orecchini portano con sé tutta questa storia, che per me è stata una bella storia, ricca di soddisfazioni.





martedì 4 aprile 2017

Angelite, una pietra per tornare a creare

Ed eccomi qui, nel tentativo di tornare pian piano alla normalità, ammesso che possa servire, in fondo, a sentirmi bene in qualche modo. Sicuramente, al di là di tutto, creare mi ha sempre fatto bene, ha sempre portato con sé quella sensazione di serenità che a volte si è trasformata in euforia vera e propria; la verità però è che alla base bisogna davvero essere felici e a volte, per quanto vorremmo, per quanto lo desideriamo fortemente, esistono eventi più grandi di noi che ci privano anche della voglia di "fare".
Forse perché questo bracciale rappresenta il primo lavoro su cui mi cimento da settimane, forse perché rappresenta un timido tentativo di rinascita, forse perché i suoi colori e l'energia che trasmette dona un senso di pace e di quiete, forse perché in realtà un motivo preciso nemmeno c'è, mi trovo qui a parlare di quello che è nato per essere il regalo di compleanno per un cara amica e che in realtà è stato anche un po' pionieristico verso la riappropriazione della mia voglia di creare, della mia voglia di sentirmi meglio.


Si tratta di un bracciale realizzato con la tecnica del chan luu, con materiali e colori scelti non casualmente, ma con lo scopo preciso di creare un gioco di colori e di linee accattivante e semplice allo stesso tempo. 
I due giri di filo di cuoio vedono susseguirsi diversi elementi decorativi, a partire dalla chiusura finemente decorata in bronzo.


Oltre al giro di perline in bronzo e di mezzicristalli, l'elemento predominante è dato da questa bellissima pietra di un intenso colore celeste, l'Angelite.
Ho recentemente scoperto che questa pietra è ritenuta in qualche modo un amuleto per schermarsi dai brutti pensieri e dalle negatività, e non a caso questa sua proprietà mi ha attratta.





L’Angelite, o Anidride, è una pietra semi-preziosa appartenente alla classe dei solfati, estratta in Perù. Come suggerito dal suo stesso nome, è di aiuto nella ricerca di un legame spirituale tra noi ed entità collocate in un piano più etereo e trascendentale. Dona, così, una grande calma interiore, allevia stress emotivi, dona pace ed elimina visioni negative e distorte che spesso si manifestano nella nostra vita provocando paure inconsce, idee fisse o pensieri poco lucidi così da favorire una socializzazione più costruttiva e serena scoprendo una parte di noi più accogliente e compassionevole verso il prossimo. Le sue proprietà sul corpo quindi, rispecchiano quelle della mente, alleviando tutte le reazioni fisiche da stati di rabbia o emozioni forti come infiammazioni, allergie digestive e intestinali o gli stessi problemi emotivi.


L’Angelite coadiuva la funzionalità dei reni; viene usata per la crescita delle ossa e nella cura di malattie ad asse associate come artriti e osteoporosi, oltre che per favorire l’autoguarigione verso problematiche dovute a traumi. I Chakra abbinati all’Angelite sono il 2°, 5° e 6°. Per il 5° Chakra posto al centro della gola, aiuta quest’ultima ad eliminare le infiammazioni e gli eccessi energetici, conferendo energia positiva nella comunicazione con gli altri. Un effetto energizzante ma più rivitalizzante è dato dall’abbinazione al 6° Chakra, quello del Terzo Occhio mentre per quanto riguarda quello con il 2° Chakra, del Centro Pelvico, ha un’azione sbloccante sullo stesso. 







mercoledì 15 febbraio 2017

Parure Arabesque

Un lungo periodo di assenza dal pubblicare nuovi post spesso può essere dovuto a numerosi impegni, mancanza di ispirazione, poi grandi momenti creativi che riempiono le giornate  e poi, di nuovo, l’ispirazione se ne va; e non torna per un bel po’ ! Ecco perché dopo tanti giorni in cui anche la voglia sembrava essere sparita, nel momento in cui si è presentata un’idea, beh, lo ha fatto come un pensiero improvviso, un impeto irruente, un lampo nella notte. E proprio di notte, mentre gli occhi sono spalancati nel buio, non posso lasciare che quell’istante rivelatorio si addormenti con me. Luce accesa, giù dal letto, matita in mano e via a disegnare, nel cuore della notte.
Ecco come prendono forma ornamenti e linee sinuose, colori e idee di un passato antico ed elegante, l’odore dell’incenso e delle spezie, monili che raccontano di civiltà antiche e di seduzione.

Prima nasce il ciondolo, poi gli orecchini; l’anello esisteva già, anche se leggermente diverso; il motivo arabesque sta al centro di tutto.





Le pietre di onice nera, come degli occhi esotici e profondi, sembrano scrutare chi le guarda; il rame riscalda e dona fascino e ogni pezzo è ricco di particolari decorativi.




E di rimando, man mano che le creazioni risultano ultimate, a mia volta le scruto soddisfatta; non come sempre, ma come quelle più rare volte in cui mi sento davvero soddisfatta del lavoro fatto, in cui come una madre osserva ammirata i propri figli e non riesce a distogliere lo sguardo.






giovedì 5 gennaio 2017

Like peas in a pod

Come dei piselli nel loro baccello. E’ questa l’immagine che mi è subito venuta in mente quando per la prima volta ho immaginato questi orecchini.



Li ho pensati, desiderati, progettati, ho attraversato quella fase, per fortuna molto breve, nella quale ho pensato che probabilmente non sarei riuscita nel mio intento.
Ed effettivamente, per la realizzazione di questi orecchini ho dovuto affrontare lo studio di una tecnica a me totalmente sconosciuta ma di cui ho sentito parlare per la prima volta ad una bravissima creativa, Alessia, autrice del blog beads and tricks e che ho avuto il piacere di conoscere personalmente. 
Alessia mi ha aperto un mondo, mi ha ispirata con i suoi capolavori e soprattutto mi ha incuriosita; la prima volta che ho visto qualcosa di simile a questo progetto che avevo in mente di realizzare è stato proprio sul suo blog, che vi invito a visitare perché è ricco di creazioni stupende.

Dopo ho fatto diverse ricerche, scoprendo che effettivamente sono molti i creativi che si sono cimentati nella realizzazione di opere simili, sempre e soltanto attraverso questa particolare tecnica: il fold forming.
E’ così che ho cominciato le mie ricerche, lo studio di come attraverso un particolare modo di forgiare il metallo, ricuocendolo ad ogni passaggio, sia possibile farlo curvare, donandogli forme uniche e particolari, come la barchetta o il baccello, ma anche la foglia o la spirale. 
Non posso non ringraziare Luca, Tre8bre su YouTube , che con i suoi video tutorial mi ha davvero chiarito dubbi e fornito preziosissimi consigli.
A questo punto ho cominciato i miei tentativi e ammetto che nel caso specifico tra il dire e il fare c’è stato veramente di mezzo il mare, perché ho dovuto martellare davvero molto prima di capire come far curvare il rame, che nei video visti fino a quel momento sembrava deformarsi quasi da solo, a differenza di quello che si trovava di fronte ai miei occhi.
Lo ammetto, mi sono intestardita parecchio, forse perché già sapevo che il gioco valeva la candela; quale soddisfazione riuscire a modificare a tal punto una semplice lastrina di rame!



La prima volta sono riuscita a realizzare delle bellissime foglie, anche se non era ciò che speravo di ottenere; la seconda volta, invece, ho provato usando l’alluminio, ma ancora non riuscivo a far deformare il metallo fino al punto desiderato. 
Al terzo tentativo, grazie ad un martello nuovo e ad un maggior numero di passaggi di ricottura del metallo sono riuscita nel mio intento. 

A quel punto non restava che impreziosire quelle barchette con delle perline di fiume e con un gancio in prezioso argento 925.

Ed ecco come sono nati questi orecchini, eleganti e brillanti, che sanno donare luce al viso e richiamano alla mente gli antichi concetti di prosperità e fertilità, like peas in a pod.





giovedì 29 dicembre 2016

Il mio negozio online su Artesanum

Arriva all'improvviso, quel momento in cui ti rendi conto che ce la stai mettendo davvero tutta per concretizzare il tuo progetto, la tua passione, il tuo sogno.
Uno di questi momenti è quello in cui nasce finalmente il tuo primo negozio online.
Ho scelto non a caso quella che ritengo sia la piattaforma migliore per mettere in vendita le mie creazioni, ovvero Artesanum.


Si tratta di un sito completamente gratuito per chi vende ma che richiede una certa professionalità ed eleganza nel parlare di sé e nell'esporre le proprie creazioni; inoltre permette la collaborazione fra creativi e artigiani di ogni parte del mondo, creando una rete di idee in continuo divenire, senza ridursi ad essere una mera vetrina espositiva.
Ammetto che questo è l'aspetto mi ha incuriosita di più, l'idea di poter unire idee e competenze per ottenere risultati sempre innovativi e unici.
Il sito chiede ad ogni artigiano di presentarsi e parlare di sé, in modo da creare una sensazione di piacevole fiducia nei confronti di chi acquista e credo che questo sia uno dei punti vincenti del sito!



Inoltre la descrizione dei prodotti richiesta è molto accurata, il che risulta fondamentale a mio avviso per valorizzare il prodotto che si vende e per far capire come non si tratti di un semplice oggetto, bensì del frutto dell'intuito, della competenza e del lavoro dell'artigiano.

Beh, cos'altro dire? Vi aspetto nel mio negozio (clicca sul link sottostante). A presto!

Il mio negozio online


martedì 27 dicembre 2016

Il mistero della Pietra Azzurra

Il lapis o lapislazzuli è una delle pietre preziose considerate tali da più tempo nella storia, fra le più belle ed affascinanti, carica di intensità, con quel colore blu acceso e profondo, e di mistero. Anticamente, era anche chiamata lazurite; il termine lapislazzuli deriva dal latino "lapis", che significa pietra, e dal latino medievale "lazulum", a sua volta coniato dall'arabo (eccolo che spunta sempre fuori!) persiano "läžwärd ", che significa azzurro.
Pietra azzurra; queste due semplici parole rievocano antichi culti e talismani preziosi.

Questa pietra antichissima, i cui primi ritrovamenti, in Mesopotamia, sono datati intorno al V millennio a.C., era considerata sacra in moltissime culture.
Per i sumeri era sacra alla loro dea Inanna e credevano che la pietra contenesse l'essenza della divinità, mentre gli antichi egizi la utilizzavano per creare gioielli che avrebbero accompagnato i defunti nell'aldilà; inoltre era associata alla dea Iside e si credeva conferisse una carica sensuale alle donne che la indossavano.

Ancora oggi i gioielli contenenti questa pietra conferiscono un fascino particolare a chi li indossa; sarà perché ricordano quei monili eleganti e preziosi delle antiche culture orientali, sarà perché nel cuore del blu intenso dello zolfo appaiono striature dorate di pirite che la impreziosiscono o perché da sempre è utilizzata come pietra di seduzione, ad ogni modo una cosa è certa: il lapislazzuli è una pietra magica e misteriosa.

Personalmente trovo che l'accostamento di una pietra tanto affascinante e seduttiva ai riflessi rossi del metallo che da sempre è associato alla dea Venere, dea della bellezza e dell'amore, ovvero il rame, "cuprum", sia particolarmente suggestiva ed affascinante.
Ed ecco che man mano che disegno, progetto e realizzo le mie piccole opere, prendono forma oggetti nuovi ma allo stesso tempo antichi, che ricordano quei monili così belli e preziosi e che giocano con i colori della seduzione e della bellezza.

E' così che sono nati i mei "monili preziosi".



Questo anello, mia prima creazione con la tecnica della saldatura, è nato incastonando la "pietra magica" in un morbido petalo di rame, forgiato e modellato per mettere in risalto la bellezza dei colori caldi del metallo e della pirite insita nel blu deciso e profondo dello zolfo.

Non molto tempo dopo dalla creazione di questo anello mi sono dedicata ad un paio di orecchini che porta in sé non solo la bellezza ed il mistero della pietra, ma anche dei motivi della texture del metallo, che riprendono antichi ghirigori ornamentali, o della spirale che arriva a toccare la pietra per poi proseguire sinuosamente il suo percorso, fino ai ganci, i quali, non da meno, conferiscono un tocco di eleganza e di arcaicità a tutto il pezzo.



Spirali, pietre magiche e motivi decorativi si mescolano fra loro per dar vita ad un delicato equilibrio di forme e colori, ulteriormente impreziosito da patine pittoriche che danno risalto alla texture del metallo.

Credo che si, questi siano decisamente i lavori che più mi soddisfano, per stile ma anche per impatto visivo. E sicuramente continuerò ad usarla, questa bella pietra magica, la pietra della dea Iside.




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