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lunedì 6 agosto 2018

Ceramica e fichi d'India

Uno dei simboli emblematici di questa bella terra, la Sicilia, è proprio il fico d'India. Lo si ritrova fra i disegni e le decorazioni dei carretti siciliani, nelle cartoline, nei paesaggi salati e caldi e lo si ritrova anche nella ceramica, in particolare nella ceramica gioiello.

Dalla famosa e pregiata ceramica di Caltagirone unita alla forgiatura del rame e degli altri metalli non ferrosi, è nata QAmarant Maioliche, una linea di gioielli completamente artigianali e unici, diversi dalla tipica ceramica gioiello, anche da quella della tradizione calatina, che di per sé risulta essere già molto particolare rispetto al resto dei gioielli della categoria.
E da un pezzo molto pregiato di ceramica, cotto con la tecnica del terzo fuoco (che conferisce dei particolari riflessi madreperlati), raffigurante il più tipico dei simboli della Sicilia, nasce e vi si avvolge attorno, per poi proseguire seguendo le linee armoniose del collo femminile, una collana del tutto nuova, che inaugura questa particolare collezione.






Ulteriori foto sulla mia pagina Facebook, Instagram e Pinterest!




mercoledì 3 maggio 2017

Orecchini "QAmarant"


Come ormai sta succedendo sempre più di frequente, dedicarmi a questo mio amato blog è diventato difficile, forse perché mi faccio assorbire quasi completamente da altro, tanto altro. Il lavoro a scuola, il lavoro a casa, tra martelli e metalli, e poi c'è da aggiornare la pagina Facebook, il profilo Instagram, la piattaforma dello shop, fare le foto alle creazioni, sistemarle al computer... ed ecco che viene meno forse quella che in realtà dovrebbe essere la parte più importante di tutto ciò.
E non mi riferisco solo al fatto di parlare qui, in questo mio piccolo spazio nell'universo del web, delle mie creazioni e di cosa rappresentino per me o di cosa vi sia stato alla base, l'idea da cui hanno preso forma, bensì del trovare il tempo di fermarsi e di soffermarsi sui propri lavori, avere il tempo di gustare quella crescente soddisfazione che, a lavoro finito, spesso ti prende, quella di aver creato qualcosa di bello e unico, godere della forma e dei colori di quel qualcosa che prima non c'era e che poi, dal proprio paziente ed appassionato lavoro, è semplicemente venuto al mondo.
Il tam tam quotidiano spesso impone di privarsi di queste piccole grandi coccole, eppure bisognerebbe sempre potersi fermare anche per esclamare semplicemente "Ce l'ho fatta!".

Forse è questo il motivo per cui oggi ho avuto voglia di parlare di una delle creazioni a cui tengo di più, nonostante sia di parecchi mesi fa (che poi, di questo passo, in ogni post sicuramente parlerò di creazioni che non hanno ricevuto il loro giusto momento di gloria); e alla vigilia del mio compleanno, mi regalo un momento tutto mio per parlare di qualcosa che mi ha dato molto.


Questi orecchini in rame rappresentano una delle mie più grandi conquiste; innanzitutto perché amo la loro forma e il design, dato che in realtà ho sempre sognato degli orecchini fatti così senza però trovare mai qualcosa che mi soddisfacesse pienamente, sia nei negozi sia provando, con altre tecniche e diverse competenze, in passato, a realizzarli da me.
Poi perché il gioco di forme e colori che si crea tra le due bellissime pietre incastonate, che adoro, la labradorite e l'onice nera, la spirale in rame saldata sul corpo dell'orecchino e le sfere decorative in argento 925 regalano a questi orecchini un aspetto semplice e ricercato al tempo stesso.


Quel cabochon in labradorite dai riflessi verdi, poi, da' quel tocco di "elfico" all'aspetto complessivo dell'orecchino che me lo ha fatto amare a tal punto da volergli dare il nome stesso del marchio, perché rispecchia totalmente quelli che sono i miei gusti e il mio modo di creare. Forse il color rame riporta subito l'attenzione dal mondo elfico di Lothlorien alla realtà, ma dato che i miei pensieri rimanevano comunque legati a quelle leggiadre ed eteree creature descritte da Tolkien, successivamente ho provato a realizzarne una versione in argento 925, con alcune modifiche, anche strutturali, che a breve vi mostrerò.


Un' ultima soddisfazione che questi orecchini mi hanno regalato è stata quella di essere i miei primissimi orecchini a perno, in cui, appunto, anziché montare la classica monachella, per quanto bella e decorata possa essere realizzata, ho saldato dei perni in argento 925.
Sinceramente credevo che avrei dovuto farne di strada prima di imparare a saldare i perni come si deve ed invece questa tecnica mi è riuscita subito e da allora tutti gli orecchini a perno che ho realizzato non mi hanno mai delusa.
Volevo che la labradorite si trovasse vicinissima a me, che il corpo dell'orecchino fosse un tutt'uno con il lobo dell'orecchio, senza la separazione data dalla monachella e senza altri fronzoli o decorazioni. Ne sarebbe risultato oltretutto un design più essenziale e raccolto ed effettivamente poi è stato proprio così.

Sembrerà strano, ma questi orecchini portano con sé tutta questa storia, che per me è stata una bella storia, ricca di soddisfazioni.





mercoledì 15 febbraio 2017

Parure Arabesque

Un lungo periodo di assenza dal pubblicare nuovi post spesso può essere dovuto a numerosi impegni, mancanza di ispirazione, poi grandi momenti creativi che riempiono le giornate  e poi, di nuovo, l’ispirazione se ne va; e non torna per un bel po’ ! Ecco perché dopo tanti giorni in cui anche la voglia sembrava essere sparita, nel momento in cui si è presentata un’idea, beh, lo ha fatto come un pensiero improvviso, un impeto irruente, un lampo nella notte. E proprio di notte, mentre gli occhi sono spalancati nel buio, non posso lasciare che quell’istante rivelatorio si addormenti con me. Luce accesa, giù dal letto, matita in mano e via a disegnare, nel cuore della notte.
Ecco come prendono forma ornamenti e linee sinuose, colori e idee di un passato antico ed elegante, l’odore dell’incenso e delle spezie, monili che raccontano di civiltà antiche e di seduzione.

Prima nasce il ciondolo, poi gli orecchini; l’anello esisteva già, anche se leggermente diverso; il motivo arabesque sta al centro di tutto.





Le pietre di onice nera, come degli occhi esotici e profondi, sembrano scrutare chi le guarda; il rame riscalda e dona fascino e ogni pezzo è ricco di particolari decorativi.




E di rimando, man mano che le creazioni risultano ultimate, a mia volta le scruto soddisfatta; non come sempre, ma come quelle più rare volte in cui mi sento davvero soddisfatta del lavoro fatto, in cui come una madre osserva ammirata i propri figli e non riesce a distogliere lo sguardo.






giovedì 5 gennaio 2017

Like peas in a pod

Come dei piselli nel loro baccello. E’ questa l’immagine che mi è subito venuta in mente quando per la prima volta ho immaginato questi orecchini.



Li ho pensati, desiderati, progettati, ho attraversato quella fase, per fortuna molto breve, nella quale ho pensato che probabilmente non sarei riuscita nel mio intento.
Ed effettivamente, per la realizzazione di questi orecchini ho dovuto affrontare lo studio di una tecnica a me totalmente sconosciuta ma di cui ho sentito parlare per la prima volta ad una bravissima creativa, Alessia, autrice del blog beads and tricks e che ho avuto il piacere di conoscere personalmente. 
Alessia mi ha aperto un mondo, mi ha ispirata con i suoi capolavori e soprattutto mi ha incuriosita; la prima volta che ho visto qualcosa di simile a questo progetto che avevo in mente di realizzare è stato proprio sul suo blog, che vi invito a visitare perché è ricco di creazioni stupende.

Dopo ho fatto diverse ricerche, scoprendo che effettivamente sono molti i creativi che si sono cimentati nella realizzazione di opere simili, sempre e soltanto attraverso questa particolare tecnica: il fold forming.
E’ così che ho cominciato le mie ricerche, lo studio di come attraverso un particolare modo di forgiare il metallo, ricuocendolo ad ogni passaggio, sia possibile farlo curvare, donandogli forme uniche e particolari, come la barchetta o il baccello, ma anche la foglia o la spirale. 
Non posso non ringraziare Luca, Tre8bre su YouTube , che con i suoi video tutorial mi ha davvero chiarito dubbi e fornito preziosissimi consigli.
A questo punto ho cominciato i miei tentativi e ammetto che nel caso specifico tra il dire e il fare c’è stato veramente di mezzo il mare, perché ho dovuto martellare davvero molto prima di capire come far curvare il rame, che nei video visti fino a quel momento sembrava deformarsi quasi da solo, a differenza di quello che si trovava di fronte ai miei occhi.
Lo ammetto, mi sono intestardita parecchio, forse perché già sapevo che il gioco valeva la candela; quale soddisfazione riuscire a modificare a tal punto una semplice lastrina di rame!



La prima volta sono riuscita a realizzare delle bellissime foglie, anche se non era ciò che speravo di ottenere; la seconda volta, invece, ho provato usando l’alluminio, ma ancora non riuscivo a far deformare il metallo fino al punto desiderato. 
Al terzo tentativo, grazie ad un martello nuovo e ad un maggior numero di passaggi di ricottura del metallo sono riuscita nel mio intento. 

A quel punto non restava che impreziosire quelle barchette con delle perline di fiume e con un gancio in prezioso argento 925.

Ed ecco come sono nati questi orecchini, eleganti e brillanti, che sanno donare luce al viso e richiamano alla mente gli antichi concetti di prosperità e fertilità, like peas in a pod.





giovedì 29 dicembre 2016

Il mio negozio online su Artesanum

Arriva all'improvviso, quel momento in cui ti rendi conto che ce la stai mettendo davvero tutta per concretizzare il tuo progetto, la tua passione, il tuo sogno.
Uno di questi momenti è quello in cui nasce finalmente il tuo primo negozio online.
Ho scelto non a caso quella che ritengo sia la piattaforma migliore per mettere in vendita le mie creazioni, ovvero Artesanum.


Si tratta di un sito completamente gratuito per chi vende ma che richiede una certa professionalità ed eleganza nel parlare di sé e nell'esporre le proprie creazioni; inoltre permette la collaborazione fra creativi e artigiani di ogni parte del mondo, creando una rete di idee in continuo divenire, senza ridursi ad essere una mera vetrina espositiva.
Ammetto che questo è l'aspetto mi ha incuriosita di più, l'idea di poter unire idee e competenze per ottenere risultati sempre innovativi e unici.
Il sito chiede ad ogni artigiano di presentarsi e parlare di sé, in modo da creare una sensazione di piacevole fiducia nei confronti di chi acquista e credo che questo sia uno dei punti vincenti del sito!



Inoltre la descrizione dei prodotti richiesta è molto accurata, il che risulta fondamentale a mio avviso per valorizzare il prodotto che si vende e per far capire come non si tratti di un semplice oggetto, bensì del frutto dell'intuito, della competenza e del lavoro dell'artigiano.

Beh, cos'altro dire? Vi aspetto nel mio negozio (clicca sul link sottostante). A presto!

Il mio negozio online


martedì 27 dicembre 2016

Il mistero della Pietra Azzurra

Il lapis o lapislazzuli è una delle pietre preziose considerate tali da più tempo nella storia, fra le più belle ed affascinanti, carica di intensità, con quel colore blu acceso e profondo, e di mistero. Anticamente, era anche chiamata lazurite; il termine lapislazzuli deriva dal latino "lapis", che significa pietra, e dal latino medievale "lazulum", a sua volta coniato dall'arabo (eccolo che spunta sempre fuori!) persiano "läžwärd ", che significa azzurro.
Pietra azzurra; queste due semplici parole rievocano antichi culti e talismani preziosi.

Questa pietra antichissima, i cui primi ritrovamenti, in Mesopotamia, sono datati intorno al V millennio a.C., era considerata sacra in moltissime culture.
Per i sumeri era sacra alla loro dea Inanna e credevano che la pietra contenesse l'essenza della divinità, mentre gli antichi egizi la utilizzavano per creare gioielli che avrebbero accompagnato i defunti nell'aldilà; inoltre era associata alla dea Iside e si credeva conferisse una carica sensuale alle donne che la indossavano.

Ancora oggi i gioielli contenenti questa pietra conferiscono un fascino particolare a chi li indossa; sarà perché ricordano quei monili eleganti e preziosi delle antiche culture orientali, sarà perché nel cuore del blu intenso dello zolfo appaiono striature dorate di pirite che la impreziosiscono o perché da sempre è utilizzata come pietra di seduzione, ad ogni modo una cosa è certa: il lapislazzuli è una pietra magica e misteriosa.

Personalmente trovo che l'accostamento di una pietra tanto affascinante e seduttiva ai riflessi rossi del metallo che da sempre è associato alla dea Venere, dea della bellezza e dell'amore, ovvero il rame, "cuprum", sia particolarmente suggestiva ed affascinante.
Ed ecco che man mano che disegno, progetto e realizzo le mie piccole opere, prendono forma oggetti nuovi ma allo stesso tempo antichi, che ricordano quei monili così belli e preziosi e che giocano con i colori della seduzione e della bellezza.

E' così che sono nati i mei "monili preziosi".



Questo anello, mia prima creazione con la tecnica della saldatura, è nato incastonando la "pietra magica" in un morbido petalo di rame, forgiato e modellato per mettere in risalto la bellezza dei colori caldi del metallo e della pirite insita nel blu deciso e profondo dello zolfo.

Non molto tempo dopo dalla creazione di questo anello mi sono dedicata ad un paio di orecchini che porta in sé non solo la bellezza ed il mistero della pietra, ma anche dei motivi della texture del metallo, che riprendono antichi ghirigori ornamentali, o della spirale che arriva a toccare la pietra per poi proseguire sinuosamente il suo percorso, fino ai ganci, i quali, non da meno, conferiscono un tocco di eleganza e di arcaicità a tutto il pezzo.



Spirali, pietre magiche e motivi decorativi si mescolano fra loro per dar vita ad un delicato equilibrio di forme e colori, ulteriormente impreziosito da patine pittoriche che danno risalto alla texture del metallo.

Credo che si, questi siano decisamente i lavori che più mi soddisfano, per stile ma anche per impatto visivo. E sicuramente continuerò ad usarla, questa bella pietra magica, la pietra della dea Iside.




sabato 10 dicembre 2016

QAmarant, il logo

Ci sono dei momenti nella vita in cui ci si guarda attorno e si realizza che tutto ciò che ci circonda lo si è creato da soli, con impegno e passione. E senza andare molto lontano, tralasciando studio e lavoro, quello vero (come se in fondo, poi, questo non lo fosse), nel mio caso una delle cose che mi dà più soddisfazione è da sempre stata creare e realizzare ciò che dal principio riesco solo a focalizzare nella mia mente.
Ma quando l'impegno va al di là della "semplice" fase progettuale e creativa, quando si decide di mettersi in gioco nel creare una vetrina, anche semplicemente virtuale, delle proprie piccole opere, allora, in quel caso, non è proprio tutto lineare, non tutto è una diretta conseguenza della fase precedente, come quando si ha in mente un progetto creativo.
Ci si mette in gioco dunque, molto più di quanto si possa credere, perché non è una banalità scegliere un nome con cui presentarsi, con cui presentare le proprie creazioni e che ne rispecchi l'essenza.
E non è facile perseverare in questo progetto.
Inizialmente, anni fa, avevo scelto per le mie piccole gioie un nome che esprimesse altrettanta dolcezza, che rispecchiasse l'amore per quella piccola pallina di pelo che dormiva accanto a me e faceva fusa a più non posso, qualsiasi cosa realizzassi. 
Pretty Pearl è una parte di me e sempre lo sarà, anche perché ho deciso di non sovrascrivere niente; il passato non andrebbe mai revisionato o nascosto, ecco perché non avrei mai potuto cancellare il mio primo blog né tantomeno la mia prima pagina Facebook.
QAmarant è un di più, una naturale evoluzione delle mie idee e delle mie capacità.
Ho già raccontato come non sia stato facile trovare questo nome; ho atteso, creato moltissimo nel frattempo e lasciato tutto sopito, in attesa, attesa di quel nome che una volta trovato sarebbe stato semplicemente perfetto.
Da lì è poi partita la ricerca del logo, di cui mi sono occupata personalmente, perché questo è il mio progetto e deve esserlo fino in fondo. 
E dalle prime idee e ipotesi sono nati gli schizzi di Salah, che ha pazientemente valutato ogni nome, analizzato come ognuno di essi "suonasse", ogni impressione e dubbio, mandandomi di riflesso le proprie considerazioni e la primissima idea da cui partire per disegnare il logo di QAmarant.


La falce di luna come Q di Qamar, che significa, appunto, luna; era questo il particolare che volevo e che Salah ha saputo trovare! E poi pian piano il resto è venuto da sé, complice il meraviglioso alfabeto arabo, أبجدية عربية , che da un po' di mesi ho imparato a scrivere e capire e la cui eleganza e fascino ho cercato di riprendere nel mio logo.

E così ho preparato la mia bozza, mentre la mia carissima amica Alessia era già pronta, entusiasta e disponibile nonostante i tanti lavori e progetti, per realizzare, pixel dopo pixel, il vettoriale del logo.


Così, partendo dal disegno che, alla buona, ho realizzato su di un pezzo di carta qualsiasi, ecco che, dopo varie prove e aggiustamenti,  ha preso forma, finalmente, quello che prima era solo un pensiero fisso e che, a differenza dei miei amati monili, ci ha messo molto di più a prendere forma.
E questa, è davvero una gran bella soddisfazione!

<3



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